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L’IMPRESA DI FARE CULTURA IN BANCA

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Da sempre in questo blog ci piace segnalare le iniziative bancarie in campo culturale che riteniamo di particolare interesse. Questa volta è il turno di Banco BPM, tradizionalmente molto impegnata nella promozione della cultura e proprietaria di un ingente patrimonio artistico.

Con l’occasione della manifestazione Milano MuseoCity e delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, Banco BPM ha messo in mostra con il titolo “L’impresa di fare cultura” una quarantina di opere della propria collezione privata nella storica sede di piazza Meda a Milano, già utilizzata in passato per altri eventi espositivi.

Già la sola visita dell’atrio palazzo costruito all’inizio degli anni Trenta su progetto dell’architetto Giovanni Greppi vale il viaggio. La bellissima sala è sovrastata da una grande cupola alta 18 metri, che copre un’area di 1.000 mq., decisamente scenografica.

Il titolo scelto per la mostra è già di per sé un omaggio alle istituzioni, pubbliche e private, che producono e diffondono cultura nella città, mettendo in luce il legame tra la città e la trama di collezioni, monumenti e beni storico artistici che la arricchiscono.

In pratica non una mostra su un artista o un periodo artistico, ma un breve itinerario nella città attraverso le opere esposte, in quanto ogni pezzo descrive o rimanda in qualche modo a un esempio di cultura meneghina, sia esso un museo, un archivio, una fondazione.

Le opere esposte sono varie e di diversi periodi, con autori più che famosi come Sironi, Medardo Rosso, Previati ma anche artisti meno noti, oggetti, stampe, ceramiche, arredi.

“Con questa mostra parliamo di come l’impresa economica diventi anche impresa culturale, una cifra virtuosa che è connaturata nell’identità di Milano, e di come l’arte sia strumento per fare comunità”, ha affermato Diana Vaccaro, Responsabile del Patrimonio Artistico di Banco BPM nell’inaugurare l’apertura.

 

 

La mostra è ospitata in una sede che è uno spazio di lavoro aperto al pubblico, e non crea alcun intoppo all’operatività della filiale, anzi è l’ennesima dimostrazione del fatto che la convivenza fra il lavoro quotidiano di una banca e la cultura è possibile, e crea una contaminazione che può avere solo effetti positivi.

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