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Artificial Intelligence e valutazione dei rischi

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Quanto può essere importante l’impiego dell’Artificial Intelligence (AI) nel settore finanziario e in quello assicurativo?

Sicuramente rappresenta una nuova opportunità per un settore che deve costantemente gestire e innovare la gestione dei rischi.

L’IVASS e l’AI

L’Istituto di Vigilanza ha pubblicato in febbraio un Quaderno (n. 16/2021) intitolato “La governance dell’Artificial Intelligence nel settore assicurativo tra principi etici, responsabilità del board e cultura aziendale” di Diana Capone dedicato proprio al tema della governance dell’intelligenza artificiale nel settore assicurativo.

L’Artificial Intelligence (AI) può essere una grande opportunità sia nel settore finanziario che in quello assicurativo, per informare e preparare gli operatori a soddisfare bisogni nuovi del mercato, produrre reddito e rendere un buon servizio alla società in generale.

Altrettanto importante risulta però essere consapevoli anche dei rischi che accompagnano l’utilizzo degli strumenti di AI.

A tal fine nel Quaderno viene sottolineata l’importanza del rispetto di principi etici, che, anche se ben definiti, si devono adattare ai diversi contesti, così che sia garantito uno sviluppo responsabile dell’AI.

Cosa significa in pratica?

Partendo dalla capacità delle imprese di auto-organizzarsi, attraverso efficaci e consapevoli modelli di governo dell’AI, l’Autrice propone “l’utilizzo di un paradigma di governo, gestione e controllo dei rischi – ispirato a quello elaborato per il Misconduct Risk dal Financial Stability Board – che renda concreta l’applicazione di tali principi etici attraverso i tre fondamentali pilastri organizzativi dell’impresa” e cioè:

  • governance societaria (comprensiva anche del sistema dei controlli),
  • processi interni,
  • politiche del personale, cultura aziendale.

Utilizzando tale modello di governo si può assicurare un uso responsabile dell’AI, “soprattutto se accompagnato dalla disclosure al mercato dei presidi adottati dall’impresa”.

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