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HR e formazione nel settore assicurativo: tra AI, regole e nuove competenze serve un partner strategico

Insurance Finance Academy

Cosa troverai in questo articolo

Il ruolo dell’HR e della formazione nel settore assicurativo e finanziario sta cambiando rapidamente. Tra aggiornamenti normativi, Intelligenza Artificiale, trasformazione digitale e nuove aspettative delle persone, progettare e gestire la formazione è diventato un compito sempre più complesso.

In questo articolo vedremo perché, in questo scenario, affidarsi a un partner specializzato può aiutare le organizzazioni a trasformare la formazione da semplice adempimento a leva strategica per competenze, compliance e performance.

Parleremo di:

  • La crescente complessità della formazione nel settore assicurativo-finanziario
  • Normativa, AI e competenze: nuove responsabilità per HR e L&D
  • Perché il partner formativo diventa strategico
  • Dalla formazione obbligatoria alla formazione realmente efficace
  • Come costruire percorsi più flessibili, tracciabili e personalizzati

HR e formazione: un equilibrio sempre più difficile

Per chi si occupa di risorse umane e formazione nel settore assicurativo e finanziario, il contesto attuale richiede di tenere insieme esigenze molto diverse.

Da una parte ci sono gli obblighi di formazione e aggiornamento professionale, con normative che evolvono e richiedono un monitoraggio costante. Il Regolamento IVASS n. 40/2018, ad esempio, prevede che l’aggiornamento professionale sia svolto annualmente e, per gli intermediari interessati, con una durata non inferiore a 30 ore. Il regolamento è stato inoltre modificato e integrato nel tempo, fino ai più recenti provvedimenti.

Dall’altra ci sono le nuove competenze richieste dal mercato: alfabetizzazione digitale, data literacy, cybersecurity, capacità di utilizzare strumenti di Intelligenza Artificiale e comprensione dei nuovi rischi tecnologici.

A questo si aggiungono le aspettative delle persone. Oggi un corso non può essere semplicemente “assegnato”: deve essere accessibile, pertinente, coinvolgente e possibilmente integrato nel flusso di lavoro.

Per l’HR significa gestire contemporaneamente compliance, competenze, tecnologia, organizzazione e qualità dell’esperienza formativa.

Dalla compliance all’AI: le competenze cambiano velocemente

L’Intelligenza Artificiale rende ancora più evidente questa trasformazione.

L’AI Act europeo introduce infatti un principio molto importante: fornitori e utilizzatori di sistemi di IA devono adottare misure per garantire un adeguato livello di alfabetizzazione sull’AI delle persone che utilizzano o gestiscono questi sistemi, tenendo conto di conoscenze, esperienza, formazione e contesto di utilizzo. L’articolo 4 è entrato in applicazione il 2 febbraio 2025.

Per le aziende assicurative e finanziarie questo significa che la formazione sull’AI non può essere considerata soltanto un tema tecnologico. Diventa anche una questione di competenze, consapevolezza e governance.

Lo stesso vale per la sicurezza e la resilienza digitale. DORA, applicabile dal 17 gennaio 2025, ha introdotto un quadro armonizzato per la gestione del rischio ICT nel settore finanziario, coinvolgendo anche il comparto assicurativo.

Il risultato è un ecosistema formativo sempre più articolato, nel quale normativa, tecnologia e competenze si intrecciano continuamente.

Il vero valore di un partner nella formazione

In questo scenario, il ruolo di un partner formativo non dovrebbe limitarsi alla fornitura di un catalogo di corsi.

Il valore sta soprattutto nella capacità di aiutare HR e responsabili L&D a orientarsi nella complessità: comprendere quali competenze servono, individuare le priorità, costruire percorsi coerenti con i ruoli professionali e mantenere aggiornati contenuti e strumenti.

Nel settore assicurativo-finanziario questo aspetto è particolarmente importante. La formazione deve essere contemporaneamente conforme ai requisiti delle Authority, coerente con il ruolo professionale e sostenibile dal punto di vista organizzativo.

Un partner specializzato può quindi diventare un vero punto di raccordo tra normativa, contenuti, tecnologia e persone.

Non solo corsi: progettare percorsi formativi

La differenza si vede soprattutto quando la formazione viene progettata come percorso e non come semplice somma di corsi.

Un intermediario, per esempio, può avere necessità formative diverse rispetto a un responsabile commerciale, a una persona che lavora nella compliance o a un nuovo collaboratore della rete.

Per questo è importante poter combinare contenuti obbligatori e competenze trasversali, formazione normativa e nuove skill digitali, percorsi standard e interventi personalizzati.

Insurance Finance Academy propone proprio in questa direzione percorsi IVASS da 15, 30 e 60 ore e percorsi CONSOB da 7,5, 15 e 30 ore, con contenuti organizzati per aree e aggiornati in funzione delle esigenze professionali. La piattaforma consente inoltre di monitorare la fruizione, lo stato di avanzamento e il superamento del test finale, con rilascio dell’attestato previsto per la formazione obbligatoria.

La formazione deve seguire l’evoluzione del settore

Un altro elemento decisivo è la capacità di aggiornare rapidamente l’offerta formativa.

Pensiamo a temi come AI Act, Intelligenza Artificiale generativa, cybersecurity, DORA, sostenibilità, antiriciclaggio o nuove regole sulla tutela del cliente. Sono ambiti nei quali le competenze richieste possono cambiare rapidamente e nei quali un contenuto formativo rischia di diventare obsoleto in tempi brevi.

Per questo Insurance Finance Academy mette a disposizione un catalogo che integra le tradizionali materie assicurative e finanziarie con temi emergenti. Tra i corsi disponibili troviamo, ad esempio, AI 360 – Le basi dell’Intelligenza Artificiale, AI Act: principi e regole per un utilizzo produttivo e responsabile dell’Intelligenza Artificiale, AI Generativa per il business, cybersecurity e antiriciclaggio.

La formazione diventa così uno strumento per accompagnare l’organizzazione non solo nell’adempimento degli obblighi, ma anche nella trasformazione del lavoro.

Tecnologia e persone: il valore della personalizzazione

Un buon partner formativo deve però saper gestire anche un’altra sfida: evitare che la tecnologia renda la formazione impersonale.

L’e-learning permette di distribuire la formazione in modo più flessibile, ma la vera efficacia dipende dalla capacità di proporre alle persone contenuti pertinenti, modalità accessibili e percorsi coerenti con il loro livello di competenza.

Per HR e L&D questo significa poter contare su strumenti di monitoraggio, tracciabilità e reportistica, ma anche sulla possibilità di profilare e differenziare la formazione.

L’obiettivo non è quindi semplicemente “fare le ore” previste dalla normativa. È fare in modo che quelle ore producano conoscenze e competenze realmente utilizzabili nel lavoro quotidiano.

Il partner formativo come alleato strategico dell’HR

In un settore sottoposto a una continua evoluzione normativa e tecnologica, l’HR non può essere lasciato solo nella gestione della formazione.

Il partner giusto può contribuire a semplificare la complessità, mettendo a disposizione competenze specialistiche, contenuti aggiornati, tecnologie per la gestione della formazione e capacità di progettazione.

La vera sfida è passare da una logica di formazione come obbligo a una logica di formazione come infrastruttura delle competenze.

Per le organizzazioni assicurative e finanziarie questo significa poter rispondere agli obblighi IVASS, CONSOB e OAM, ma anche preparare le persone ad affrontare AI, cybersecurity, trasformazione digitale e nuovi modelli di relazione con il cliente.

È qui che un partner specializzato può fare la differenza: non semplicemente fornire corsi, ma aiutare l’organizzazione a costruire un sistema formativo più aggiornato, misurabile, flessibile e vicino alle reali esigenze delle persone.

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