Dall’European Cybersecurity Month 2026 arrivano nuovi dati sulle competenze dei lavoratori.
Una riflessione su consapevolezza, comportamenti e formazione nelle organizzazioni bancarie, finanziarie e assicurative.
La sicurezza informatica vista dalle persone
Le organizzazioni del settore Finance & Insurance operano in un contesto in cui protezione dei dati, continuità dei servizi e gestione del rischio digitale sono parte integrante dei processi aziendali.
Le strutture dedicate alla cybersecurity sono ormai consolidate nelle grandi organizzazioni e il quadro regolamentare europeo, con DORA, ha ulteriormente rafforzato l’attenzione alla resilienza operativa digitale.
Ma cosa sappiamo della preparazione delle persone che utilizzano quotidianamente questi sistemi?
In occasione dell’European Cybersecurity Month 2026, ENISA ha riportato i risultati di una nuova indagine europea sulla consapevolezza e sulla preparazione dei lavoratori rispetto ai rischi informatici.
I dati restituiscono un quadro interessante: la percezione dell’importanza della cybersecurity è elevata, ma non sempre si accompagna a un aggiornamento altrettanto continuo delle competenze.
Un tema che riguarda anche banche, compagnie assicurative e organizzazioni finanziarie, nelle quali la gestione delle informazioni coinvolge professionalità, funzioni e processi molto diversi.
Cosa emerge dai dati ENISA 2026?

- Il 74% dei lavoratori intervistati dichiara di aver ricevuto email, messaggi, chiamate o link sospetti.
- L’83% ritiene che un attacco informatico potrebbe avere conseguenze gravi per la propria organizzazione.
- L’82% considera efficaci gli strumenti e i sistemi digitali adottati dalla propria azienda per proteggersi.
- Solo il 45% riferisce di ricevere comunicazioni o aggiornamenti regolari sulla cybersecurity.
- L’85% si dichiara interessato a migliorare le proprie competenze in materia.
È soprattutto il confronto tra questi ultimi dati a meritare attenzione.
Da un lato, i lavoratori riconoscono l’importanza della sicurezza informatica e manifestano interesse per un maggiore aggiornamento. Dall’altro, meno della metà segnala di ricevere informazioni periodiche sul tema.
L’indagine evidenzia anche alcuni ostacoli alla formazione: il 26% degli intervistati indica la difficoltà di trovare tempo durante il lavoro, mentre il 16% segnala i costi.
Questi risultati non riguardano esclusivamente il Finance & Insurance, né consentono di misurare direttamente l’efficacia dei programmi formativi delle singole organizzazioni.
Offrono però un riferimento utile per riflettere su come mantenere la preparazione delle persone in un contesto di rischi che cambiano continuamente.
Fonte: ENISA – Cybersecurity Month @ Work: Employees’ Skills Under the Looking Glass, 30 settembre 2026.
Dal rischio tecnologico ai comportamenti professionali
Il rapporto ENISA Threat Landscape 2026, basato sull’analisi di oltre 8.000 eventi, conferma la rilevanza di minacce come social engineering, phishing, ransomware, compromissione delle credenziali e frodi.
Sono fenomeni ben conosciuti dalle funzioni specialistiche, ma che continuano a coinvolgere anche le attività quotidiane delle persone.
Nel settore finanziario e assicurativo, la varietà dei processi rende particolarmente interessante questa dimensione.
Le situazioni di rischio possono presentarsi in forme differenti: un tentativo di impersonificazione durante una comunicazione con un cliente, una richiesta sospetta relativa a un pagamento, la condivisione impropria di informazioni riservate o l’utilizzo non autorizzato di strumenti digitali.
Le competenze necessarie non sono identiche per tutte le funzioni.
Chi gestisce relazioni commerciali può incontrare rischi differenti rispetto a chi lavora nell’amministrazione, nella gestione dei sinistri, nelle operations o nel coordinamento dei fornitori.
Allo stesso modo, le figure specialistiche IT, Risk e Compliance hanno esigenze di approfondimento ulteriori rispetto alla popolazione aziendale più ampia.
La distinzione tra competenze diffuse e competenze specialistiche è quindi rilevante anche nella progettazione dei percorsi formativi.
Non per sostituire le misure tecniche e organizzative di sicurezza, ma per sostenere comportamenti coerenti con le responsabilità e con le situazioni realmente affrontate.
Su questi aspetti abbiamo già approfondito il rapporto tra rischi digitali, protezione delle informazioni e formazione nell’articolo Cybersecurity e sicurezza delle informazioni: proteggere dati e clienti nel settore finanziario e assicurativo.
DORA e resilienza operativa: una prospettiva organizzativa

Il regolamento DORA, applicabile dal 17 gennaio 2025 alle entità finanziarie rientranti nel suo ambito, disciplina la gestione del rischio ICT, la segnalazione degli incidenti, i test di resilienza e i rischi legati ai fornitori terzi di servizi ICT.
Tra gli aspetti rilevanti vi è anche la necessità di sviluppare consapevolezza e formazione sulla sicurezza ICT, con programmi coerenti con i ruoli e le responsabilità delle persone coinvolte.
Nel frattempo, l’attenzione delle autorità europee continua a evolversi.
Il 18 settembre 2026, l’European Banking Authority ha pubblicato le linee guida definitive sulla gestione del rischio derivante da terze parti, con un approccio proporzionato e focalizzato sui servizi che supportano funzioni critiche o importanti.
Le linee guida riguardano il più ampio rapporto con le terze parti, includendo servizi ICT e non ICT, e richiamano aspetti quali valutazione del rischio, due diligence, contrattualizzazione, monitoraggio e strategie di uscita.
Per le organizzazioni interessate, si tratta di un ulteriore elemento che mette in relazione resilienza, processi e responsabilità distribuite tra funzioni differenti.
La formazione non esaurisce naturalmente questi requisiti, ma può contribuire a sviluppare le conoscenze necessarie per operare correttamente nei rispettivi ambiti di responsabilità.
Per un approfondimento sul quadro normativo è disponibile anche il nostro articolo DORA e le nuove regole della cybersecurity in ambito Finance.
Formazione cybersecurity: come differenziare gli approfondimenti?
I risultati ENISA suggeriscono un elemento da considerare: l’interesse dei lavoratori per lo sviluppo delle competenze è elevato, ma tempo e accessibilità della formazione possono rappresentare ostacoli.
Per le organizzazioni con popolazioni professionali numerose, questo apre una riflessione sulle modalità con cui strutturare e mantenere l’aggiornamento.
Un possibile approccio è distinguere tre dimensioni:
Consapevolezza diffusa. Competenze e comportamenti di sicurezza applicabili alle attività quotidiane, come riconoscimento dei tentativi di frode, protezione delle informazioni e corretto utilizzo degli strumenti digitali.
Approfondimento per ruolo. Contenuti collegati alle specifiche attività professionali e ai rischi cui le diverse funzioni possono essere esposte.
Competenze specialistiche. Formazione tecnico-normativa per i professionisti coinvolti nella gestione del rischio ICT, nella sicurezza delle informazioni, nella compliance e nella resilienza operativa.
Anche le modalità di apprendimento possono essere differenziate: percorsi strutturati, aggiornamenti mirati e attività di consolidamento delle conoscenze possono rispondere a esigenze diverse.
L’efficacia di queste scelte dipende naturalmente dal contesto e dai sistemi di gestione del rischio adottati dall’organizzazione.
Dai temi di sicurezza ai percorsi formativi

Tra i contenuti disponibili:
- Cyber Security Aziendale – Base e Avanzato, per sviluppare e approfondire le conoscenze sulla sicurezza informatica in ambito organizzativo.
- Sicurezza informatica: proteggere i dati personali e la privacy, dedicato alla tutela delle informazioni.
- Cybersecurity e AI, per affrontare le implicazioni di sicurezza connesse all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
- La mitigazione del rischio cyber: un’analisi giuridica e Cyber Security: un’analisi tecnica, per approfondimenti specialistici.
- Normativa DORA: prepararsi al futuro della cybersecurity, per conoscere il quadro della resilienza operativa digitale nel settore finanziario.
I contenuti possono essere selezionati in funzione dei destinatari e integrati con percorsi personalizzati, valorizzando le competenze già presenti e le esigenze specifiche dell’organizzazione.
L’offerta formativa si inserisce inoltre nelle soluzioni di erogazione e gestione sviluppate da Piazza Copernico, a supporto della formazione di popolazioni professionali articolate.
Una preparazione che deve poter evolvere
L’European Cybersecurity Month 2026 riporta l’attenzione sulle persone, in un contesto nel quale le minacce digitali continuano a trasformarsi.
I dati ENISA evidenziano una situazione in cui consapevolezza e interesse per la formazione convivono con difficoltà pratiche nell’accesso all’aggiornamento.
Per le organizzazioni Finance & Insurance, il punto di riflessione non è soltanto ampliare le conoscenze sulla cybersecurity, ma favorire una preparazione coerente con i diversi ruoli, sostenibile nel tempo e collegata ai rischi effettivamente affrontati.
Un obiettivo al quale la formazione può contribuire, insieme alle misure tecnologiche, organizzative e di controllo che presidiano la resilienza operativa.
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Fonti
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ENISA (30 settembre 2026) — Cybersecurity Month @ Work: Employees’ Skills Under the Looking Glass. Dati Eurobarometer su consapevolezza, incidenti e formazione dei lavoratori.
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ENISA (2026) — ENISA Threat Landscape 2026. Analisi delle minacce cyber e degli eventi osservati.
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European Banking Authority (18 settembre 2026) — Final Guidelines on the Management of Third-Party Risk. Nuove linee guida sulla gestione dei rischi connessi alle terze parti.
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Unione europea — Regolamento (UE) 2022/2554 (DORA), in particolare l’articolo 13 sulla consapevolezza e formazione in materia di sicurezza ICT.
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Insurance Finance Academy — Cybersecurity e sicurezza delle informazioni: proteggere dati e clienti nel settore finanziario e assicurativo.

