Antiriciclaggio e contrasto del finanziamento al terrorismo internazionale

Antiriciclaggio

L’antiriciclaggio è un tema sempre molto caldo nel mondo assicurativo e finanziario, perché strettamente connesso al finanziamento del terrorismo, che include tutte quelle attività che coinvolgono risorse di natura lecita o non destinate ad attività legate al terrorismo.

Per definizione si tratta dello spostamento di ingenti flussi finanziari nell’organizzazione principale, che comporta un suo macrofinanziamento, in cui poi gruppi minori provvedono in maniera autonoma a trovare i fondi. Solitamente le maggiori fonti finanziarie provengono da attività illecite come il traffico di droga o il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le risorse sono il denaro riciclato derivante da attività criminose o denaro “pulito” ma utilizzato per scopi illeciti. La criminalità si affida anche alle nuove tecnologie per i propri fini, quali i bitcoins, moneta virtuale difficile da tracciare nelle varie transazioni.

Appare, quindi, evidente il legame tra terrorismo e riciclaggio. Allo scopo di finanziare il primo, che è il reato, viene riciclato il denaro reimmettendolo nel circuito economico e nascondendone l’origine.

Quali sono i metodi di contrasto al finanziamento del terrorismo?

Obblighi di adeguata verifica della clientela, di conservazione e di segnalazione sono i tre pilastri che reggono l’intera infrastruttura di repressione delle attività criminose costruita appositamente per individuare operazioni sospette da portare alla conoscenza dell’Autorità competente.

Per contrastare il fenomeno occorre applicare misure restrittive di “congelamento” dei fondi e delle risorse economiche di persone fisiche e giuridiche, gruppi ed entità c.d. soggetti “designati” individuati dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea.

Il fondamento di queste misure è il dlgs n.109/2007. Nello specifico:

  • per congelamento di fondi si intende: «divieto di movimentazione, trasferimento, modifica, utilizzo o gestione dei fondi o di accesso ad essi, così da modificare il volume, l’importo, la collocazione, la proprietà, il possesso, la natura, la destinazione o qualsiasi altro cambiamento che consente l’uso degli stessi, compresa la gestione di portafoglio»;
  • per congelamento di risorse economiche si intende il divieto di trasferimento, disposizione o utilizzo delle risorse economiche, al fine di ottenere in qualsiasi modo fondi, beni o servizi, compresi, a titolo esemplificativo, la vendita, la locazione, l’affitto o la costituzione di diritti reali di garanzia (art. 1, comma 1, lett. c).

Più recentemente il Decreto legislativo n. 125 del 2019 (AG 95) ha recepito la V direttiva antiriciclaggio (2018/843/UE) che modifica la direttiva 2015/849/UE, relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.

Rapporto tra misure di congelamento e misure preventive nazionali

Per quanto riguarda specificamente la realtà italiana vi è un rapporto stretto tra misure di congelamento e sequestro e confisca, come misure di prevenzione.

Ai sensi dell’art. 16, lettera b del Codice Antimafia è previsto che misure di prevenzione siano destinabili alle «persone fisiche e giuridiche segnalate al Comitato per le sanzioni delle Nazioni Unite o ad altro organismo internazionale competente». Le misure preventive sono quindi applicabili a coloro che vengono inseriti nelle liste, in quanto sospettati di appartenere a gruppi terroristici e per gli stessi motivi viene disposto che il congelamento si concluda in tempi ragionevoli in due modi, confisca o restituzione del bene; i beni congelati devono essere conservati e deve essere garantita la possibilità di avvalersi di rimedi giuridici.

Infine il d.lgs. n. 90/2017 in attuazione della Direttiva (UE) 2015/849, sempre in tema di prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, ha previsto che le autorità nazionali possano esercitare un autonomo potere di controllo, allo scopo di rendere più efficaci e snelli i controlli.

Da come si evince, fare formazione assicurativa sulla tematica dell’antiriclaggio è materia complessa e in continua evoluzione, e tra l’altro estremamente legata al contesto aziendale in cui la norma deve essere applicata.