Smart Working e Digitalizzazione in Banca

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La tematica dell’organizzazione del lavoro e dello smart working nel settore bancario, alla luce del periodo di pandemia, ha scatenato un dibattito molto vivace a più livelli, coinvolgendo manager, responsabili delle risorse umane, esponenti e rappresentati sindacali, tutti interessati di capire come meglio potrà evolversi lo scenario lavorativo quando la necessità di lavorare distanziati non sarà più necessaria.

Focalizzata su questo tema, infatti, è stata anche la conferenza online organizzata da Fabi Federazione Autonoma Bancari Italiani sulla diretta Facebook dello scorso 27 aprile.

 

Digitale e smart working: opportunità e problematiche

Le opinioni espresse in questa sede dai diversi operatori del settore hanno evidenziato molteplici aspetti. La pandemia ha accelerato una tendenza che stava già prendendo piede ovunque – la possibilità di alternare il lavoro in presenza con quello a distanza – e anche nel mondo bancario il rapporto lavoratore/cliente è stato stravolto.

Nasce quindi l’esigenza di mediare tra il tradizionale lavoro in filiale e lo smart working.

Nel corso dell’incontro è emersa innanzitutto la necessità di tutelare la volontarietà del lavoratore. Si sente l’esigenza di una gestione dello smart working equilibrata e misurata, che garantisca effetti positivi nel costruire un nuovo rapporto produttivo tra lavoratore e clientela, così che si mantenga quel legame costruito nel tempo di assistenza e di consulenza con la clientela basato sulla relazione personale e sulla disponibilità. Inoltre “il contratto nazionale deve necessariamente riacquistare quel ruolo di garanzia regolamentando il rapporto tra banca e banca e tutelando al massimo lavoratrici e lavoratori del settore”.

Un altro tema affrontato riguarda la differenza tra smart working e telelavoro che spesso tende a confondersi e nella confusione si possono dimenticare i diritti di chi lavora a distanza dati dalla difficoltà di avere orari certi e garanzie per il lavoratore.

Il passaggio poi dal lavoro in presenza allo smart working nel periodo pandemico è stato talmente repentino da sconvolgere le abitudini di ognuno di noi nei confronti del lavoro, mettendo in difficoltà la sua stessa gestione, tanto che per taluni lo smart working non potrà essere utilizzato come unica forma di lavoro in quanto “è imprescindibile la relazione diretta e umana”.

 

Come cambia la relazione con il cliente

Il dibattito ha fatto emergere come ogni realtà bancaria abbia reagito in modi e termini diversi cercando di conciliare il lavoro con i tempi di vita anche grazie, in questa fase, all’utilizzo di strumenti adeguati sia per l’organizzazione che per l’aspetto relazionale. Strumenti basati sull’evoluzione della digitalizzazione, che può avere però un “lato oscuro” quale l’indebolimento delle relazioni, fondamentali nel rapporto banca/cliente.

Ma se, da un lato, il lavoro “a distanza” ha garantito il lavoro anche ai lavoratori più fragili, dall’altro lato la conseguenza naturale è stata la chiusura delle filiali.

Lavorare in filiale avendo un rapporto interpersonale con la clientela risulta difficile da mantenere con il lavoro agile, resta quindi indispensabile continuare a garantire la presenza sul territorio inteso come valore aggiunto da non perdere.

In conclusione, il dibattito sullo smart working in banca non può che restare aperto: è un mondo ancora in divenire, in attesa di regole certe in tema di tutela del lavoro, ma nello stesso tempo con una necessità impellente di evolversi ed adeguarsi alle nuove esigenze del mercato, delle persone e dell’ambiente.